Leasing Auto

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Nel 2017 sono stati erogati 13,3 miliardi di euro di finanziamenti in leasing per veicoli, industriali, commerciali e automobili.
Il leasing è uno strumento sempre più conveniente per l’acquisizione di un mezzo di trasporto. Non solo per società e liberi professionisti, ma anche per i privati: nel primo caso ci sono tempi di deducibilità fiscale più brevi rispetto all’acquisto ordinario, che garantiscono un più rapido rientro di liquidità, ai secondi il leasing offre l’opportunità di disporre dell’auto senza intaccare i propri risparmi e a interessi molto vantaggiosi.


Inoltre l’anticipo è personalizzabile, la durata può generalmente andare dai 24 ai 60 mesi, vi è la possibilità di associare al contratto di leasing i servizi assicurativi, il valore dell’eventuale riscatto finale – con il quale al termine del contratto si può decidere di acquistare il veicolo – è definito già in fase di sottoscrizione del contratto.

Come tutti i beni strumentali delle imprese, l’acquisizione anche in leasing dei veicoli commerciali e industriali nuovi beneficia di importanti vantaggi fiscali. Innanzitutto il cosiddetto “Super-ammortamento”. Questa misura è destinata a titolari di reddito d’impresa e agli esercenti arti e professioni e prevede una deduzione dalla base imponibile di Ires e Irpef nella misura del 130% dell’investimento se effettuato fino al 31 dicembre 2018.

E’ possibile abbinare ai vantaggi del Super-ammortamento anche la cosiddetta “Nuova Sabatini-ter”, la misura agevolativa valida fino al 31 dicembre 2018 rivolta alle micro e PMI che acquisiscono i veicoli tramite un finanziamento bancario o un leasing finanziario

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  • FAQ
  • E’ un contratto di durata con causa di finanziamento la cui attività è riservata a banche e Istituti Finanziari iscritti in un elenco tenuto da Banca d’Italia. Elemento essenziale del contratto è la presenza dell’opzione finale di acquisto (cd. riscatto).

    In linea di principio qualunque tipo di bene può essere finanziato in leasing purché il suo utilizzo sia “strumentale” all’attività dell’utilizzatore. Bisogna però considerare che la natura del bene influenza la durata del contratto di leasing, nonché il costo gestionale del rischio associato all’operazione.

  • Lease-back

    E’ una forma peculiare di leasing, spesso usata nel settore immobiliare, in cui fornitore e utilizzatore coincidono.

  • Leasing operativo

    E’ una formula di leasing che non prevede un’opzione di riscatto finale e può essere posto in atto, alternativamente:

    • da un intermediario finanziario: in questo caso si tratta, come per la locazione finanziaria, di un’operazione trilaterale con causa di finanziamento in cui i rischi sul bene e l’esecuzione degli eventuali servizi sono trasferiti dalla società di leasing ad un soggetto terzo (di norma il fornitore);
    • da un intermediario non finanziario, che può trattenere in tutto o in parte i rischi sul bene e gestire in proprio o meno i servizi; in questo caso:
    • l’operazione è trilaterale ed i beni da concedere in locazione generalmente non sono acquistati a stock ma ad hoc per il singolo cliente;
    • il concedente risponde degli eventuali vizi sul bene locato.
    • direttamente dal produttore del bene: in questo caso si tratta di un’operazione commerciale a struttura bilaterale nella quale il concedente/produttore risponde in prima persona degli eventuali vizi sul bene locato.

    L’assenza dell’opzione finale di acquisto (riscatto) rende tale schema contrattuale particolarmente adatto all’utilizzo di beni strumentali per i quali l’interesse all’utilizzo da parte del conduttore coincide con la sola durata contrattuale.

  • Leasing abitativo

    Con la stipula del contratto di locazione finanziaria, la società di leasing si obbliga ad acquistare o anche a far costruire l’immobile, su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che lo riceve in uso per un tempo determinato a fronte di un corrispettivo periodico. Alla scadenza del contratto, l’utilizzatore ha la facoltà di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito (cd. riscatto).

    Canone

    E’ il corrispettivo periodico della locazione finanziaria. I canoni possono essere di norma mensili, trimestrali o semestrali; il primo canone versato alla firma del contratto può essere di importo più elevato (c.d. Maxi canone).

  • Gli elementi del leasing

    Canone di prelocazione

    E’ il corrispettivo dovuto dal concedente in relazione agli esborsi da questi effettuati prima della decorrenza della locazione finanziaria nell’ipotesi di leasing di unità da costruire o in costruendo (SAL).

    Cessione del Contratto

    E’ il contratto con il quale si realizza il trasferimento in capo ad un soggetto terzo (cessionario) della medesima situazione giuridica che faceva capo al cedente (utilizzatore originario) e quindi di tutti gli oneri e i diritti derivanti dal contratto di leasing stesso. Per il perfezionamento della cessione è necessario il consenso della società di leasing.

    Concedente

    E’ la banca o l’intermediario finanziario che acquista materialmente il bene scelto dall’utilizzatore, lo “concede” in locazione finanziaria, conservandone la proprietà sino al momento del suo eventuale riscatto.

    Fornitore

    E’ colui che vende il bene, scelto dall’utilizzatore, alla società di leasing oppure lo costruisce.

    Istruttoria – Merito del credito

    Processo che accerta la capacità economico-finanziaria del richiedente il bene in leasing di pagare i canoni per tutto l’arco di durata contrattuale.

    Penale di risoluzione

    Clausola presente nei contratti di locazione finanziaria con la quale si determina in via preventiva e astratta l’importo per il risarcimento del danno subito a seguito dell’inadempimento, costituito dai canoni con scadenza successiva alla data di risoluzione del contratto attualizzati al tasso all’uopo previsto maggiorati del valore dedotto quanto ricavato dalla vendita.

    Piano di ammortamento

    Piano di rimborso della locazione finanziaria con l’indicazione della composizione delle singole rate (quota capitale e interessi), calcolato al tasso definito nel contratto.

    Piano di ammortamento progressivo francese

    Il piano di ammortamento più diffuso in Italia che garantisce un importo del canone costante per tutta la durata contrattuale. La rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente.

    All’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta.

    Riscatto (opzione finale)

    E’ la facoltà in forza della quale il cliente alla fine del contratto, sempre che abbia adempiuto a tutte le proprie obbligazioni, può decidere se acquistare il bene al prezzo pattuito.

    Riscatto anticipato

    La società concedente può concedere all’utilizzatore che ne fa richiesta la facoltà di riscattare anticipatamente il bene. L’accoglimento o il rifiuto della richiesta del riscatto anticipato, se non prevista contrattualmente, è una facoltà della società di leasing.

    Tasso leasing

    Indicato obbligatoriamente nel contratto, nei fogli informativi e nel documento di sintesi ai fini della Trasparenza delle condizioni contrattuali, è il tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza tra il costo di acquisto del bene locato (al netto delle imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione finale di acquisto (al netto delle imposte) contrattualmente previsti.

    E’ calcolato come tasso periodale espresso in termini di Tasso Nominale Annuo, sviluppato con la stessa periodicità dei canoni sulla base di un anno standard di 365 gg. composto di periodi (mesi, bimestri, trimestri o semestri) tutti eguali fra di loro. In sostanza è il TIR (tasso interno di rendimento) dell’operazione di leasing o meglio del flusso di cassa a essa correlato e costituito da:

    • esborso pari al costo di acquisto del bene (senza IVA), che non è attualizzato in quanto si suppone posizionato all’istante zero dell’asse dei tempi;
    • incassi legati ai canoni e al prezzo di acquisto finale (senza IVA), da attualizzare in quanto percepiti (salvo semmai il solo canone alla stipula) durante tutta la vita del contratto.

    Le istruzioni della Banca d’Italia forniscono in aggiunta una ulteriore precisazione: “Per i canoni comprensivi dei corrispettivi per i servizi accessori di natura non finanziaria o assicurativa andrà considerata solo la parte di canone riferita alla restituzione del capitale investito per l’acquisto del bene e dei relativi interessi”.

    Tasso di mora

    Tasso dovuto per il ritardato pagamento di una somma di denaro.

    TEGM

    Tasso di interesse rilevato della Banca d’Italia e pubblicato ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al fine di determinare il c.d. “tasso soglia” usuraio. Per verificare se un tasso di interesse è usuraio, quindi vietato, bisogna individuare, tra tutti quelli pubblicati, il TEGM del leasing, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali; la differenza tra il limite e il tasso medio non può superare gli 8 punti percentuali. In sintesi, il tasso soglia è il minore fra le seguenti formule: “TEGM x 1,25 + 4%” e “TEGM +8%”.

    Utilizzatore

    E’ il soggetto che sceglie e utilizza il bene ricevuto in locazione finanziaria dietro pagamento dei canoni periodici e con facoltà di riscatto al termine del contratto.

  • Il leasing è particolarmente utilizzato dalle medie e piccole imprese, dagli artigiani e dai professionisti, ma si va sempre più affermando anche fra i privati, soprattutto per le autovetture e il nuovo leasing “prima casa”.

    La particolarità di questo strumento è quelli di consentire l’uso immediato di beni senza doverne immediatamente procedere all’acquisto, non intaccando la propria liquidità finanziaria e pagandoli nel tempo con il lavoro che producono.

    L’utilizzatore del bene in leasing che non adotta i principi contabili internazionali IAS ha la possibilità di dedurre i canoni di leasing finanziario in un periodo fiscale più breve rispetto a quello che avviene in caso di acquisto, con un evidente vantaggio fiscale.

  • Il canone leasing presenta la possibilità di personalizzazione del piano dei rimborsi in base alle esigenze del cliente. Per i beni strumentali per i quali l’interesse all’utilizzo da parte del cliente coincide con la sola durata contrattuale è previsto il Leasing operativo, una formula che non prevede un’opzione di riscatto finale.

    Inoltre il leasing offre finanziamento integrale dell’investimento, iva compresa.

    All’utilizzatore sono poi concessi importanti finanziamenti e contributi per gli investimenti produttivi, grazie a Super Ammortamento, Iper Ammortamento, Nuova legge Sabatini e Fondo di garanzia delle PMI.

  • Il leasing favorisce imprese e professionisti, consentendo loro di mantenersi tecnologicamente sempre all’avanguardia, superando la tendenza al prolungamento dell’uso dei beni produttivi obsoleti.

    Il leasing è un prodotto sempre più orientato ai servizi. Il cliente si trova di fronte a un unico canone con il quale oltre al bene ottiene un’ampia gamma di servizi aggiuntivi: consulenza tecnica integrata, manutenzione, coperture assicurative sul bene e sulla persona.

IN AGGIORNAMENTO

  • Il leasing ha favorito la ripresa economica del 2017, finanziando la crescente spesa in mezzi di trasporto, macchinari e attrezzature, software, nonché la ripartenza del mercato immobiliare, sia industriale, sia negozi/uffici.

    Quello scorso è stato il terzo anno consecutivo di crescita del settore, con un +16% sia sul numero che sul valore dei contratti.

  • La composizione dell’erogato leasing 2017 nel settore manifatturiero, soprattutto nel comparto Beni strumentali, mostra come questo possa esser un ottimo strumento per il finanziamento delle PMI:

    • il 22% è rivolto a beni di valore inferiore a 50.000 euro
    • il 50% a beni fra 50.000  e 500.000 mila euro
    • il 21,5% a beni 0,5 2,5 milioni di euro
    • il 6,6%  2,5 milioni di euro

    Molto buona anche la performance nel settore dei Trasporti. In particolare la dinamica positiva del leasing Auto si riflette nelle performance di crescita registrate da famiglie e settore artigiano.

    Le società di capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni, società a responsabilità limitata con socio unico, società cooperativa a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni e società consortile per azioni) si confermano come le più importanti in termini di quota di numero di contratti, con un 50,8% del totale.

    Lo stipulato delle ditte individuali, persone fisiche e professionisti, raggiunge una quota pari al 32%.

  • La legge sulla Concorrenza del 4 agosto 2017, n. 124, ha definito per la prima volta gli elementi essenziali del contratto di leasing con l’introduzione di una specifica definizione e di una disciplina normativa. La locazione finanziaria cessa dunque di essere annoverata tra i contratti atipici, regolati solo fra le parti, assumendo la natura di un contratto tipico.

    La nuova normativa fa anche chiarezza sui doveri del concedente e quelli dell’utilizzatore del bene in locazione finanziaria, estendendo la tutela del cliente anche all’inadempiente.

    In caso di risoluzione per inadempimento, infatti, il concedente ha diritto alla restituzione del bene, ma è tenuto a corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da un’altra collocazione, che deve essere effettuata ai valori di mercato. Sono dedotte le somme pari all’ammontare dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere, solo in linea capitale, e del prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto, nonché le spese anticipate per il recupero del bene, la stima e la sua conservazione per il tempo necessario alla vendita.

  • La tutela del cliente, si attua anche attraverso l’obbligo per il concedente di procedere alla vendita o ricollocazione sulla base dei valori risultanti da pubbliche rilevazioni di mercato, elaborate da soggetti specializzati. E quando non è possibile farvi riferimento, si procede sulla base di una stima effettuata da un perito scelto dalle parti di comune accordo. Nella vendita o ricollocazione, il concedente si deve anche attenere a criteri di celerità, trasparenza e pubblicità adottando modalità tali da consentire l’individuazione del miglior offerente possibile con obbligo di informazione dell’utilizzatore.

    La nuova normativa definisce chiaramente la “locazione finanziaria” come il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario vigilato dalla Banca d’Italia si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del diritto, l’obbligo di restituirlo. Il mancato pagamento di almeno sei canoni mensili o due canoni trimestrali anche non consecutivi o un importo equivalente per i leasing immobiliari, ovvero quattro canoni mensili anche non consecutivi o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria determinano grave inadempienza dell’utilizzatore.

    Va specificato che questa ultima parte della norma non si applica al nuovo Leasing prima casa, che mantiene le sue specifiche garanzie del cliente fissate per legge che, fra l’altro, prevedono la sospensione del pagamento dei canoni fino a 12 mesi, su richiesta dell’utilizzatore, in caso di perdita del lavoro anche non subordinato.

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